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News - 22/11/2017

Debuttano i bonifici istantanei, ecco come funzionano

Trasferimenti di denaro in massimo 10 secondi, 24 ore su 24 e sette giorni su sette. Al via il bonifico istantaneo, il nuovo strumento di pagamento che promette di farci dimenticare dei tempi bancari necessari fino a oggi per i bonifici ordinari. Vediamo come funziona, chi può utilizzarlo e quali limiti ci sono.

 

A partire dal 21 novembre i tempi bancari potrebbero diventare solo un ricordo o, almeno, sulla carta dovrebbe essere così. Sì, perché debutta il cosiddetto bonifico istantaneo, uno strumento che si candida a diventare a tutti gli effetti una valida alternativa all'utilizzo delle carte per chi fa acquisti online. Si potrà così evitare l'allungamento dei tempi, cosa che fino a oggi avveniva necessariamente perché spesso i venditori aspettavano che il bonifico venisse eseguito prima di inviare la merce.

Come funziona il nuovo sistema di pagamento

Il bonifico istantaneo rientra tra le forme di instant payments e consente di trasferire una somma di denaro in tempo reale, 24 ore su 24, sette giorni su sette. Se i titolari dei due conti (pagatore e beneficiario) operano in area Sepa, il trasferimento dell'importo avviene in soli 10 secondi, con una notifica immediata che conferma il buon esito della transazione, senza possibilità di revoca e con la disponibilità immediata del denaro sul conto del beneficiario. Esiste però un limite di 15.000 euro trasferibili in un'unica transazione, soglia che, con tutta probabilità, verrà aumentata in futuro.

Al momento è disponibile solo per i clienti di tre banche 

C'è però un altro limite a questo nuovo sistema di pagamento e riguarda gli istituti che lo hanno reso disponibile. Infatti per il momento il servizio in Italia viene offerto solo da tre banche: Banca Sella, Intesa San Paolo e UniCredit. Le informazioni disponibili non sono ancora del tutto esaustive, forse bisognerà aspettare ancora qualche giorno per avere ulteriori dettagli. Leggendo tra le condizioni di utilizzo, Intesa San Paolo ha reso disponibile il servizio solo in ricezione e, dunque, al momento non vengono segnalate spese aggiuntive rispetto a un bonifico ordinario Sepa. Nel caso di UniCredit, invece, il servizio viene reso disponibile da subito in entrata, mentre per eseguire un pagamento tramite bonifico istantaneo bisognerà aspettare il 22 febbraio 2018. Il costo di un bonifico in uscita è di 2,50 euro, contro i 2,25 euro richiesti per i bonifici ordinari Sepa. In entrambi i casi terremo monitorata l'attivazione del servizio e le eventuali commissioni applicate.

 

News - 30/10/2017Lavora con noiDa oggi sarà possibile effettuare comodissimi pagamenti a mezzo Bancomat presso le nostre filiali, il tutto grazie ad una nuova convenzione stretta con la Banca Popolare dell'Alto Adige. Ogni giorno lavoriamo per soddisfare sempre più le esigenze dei nostri clienti....

News - 21/09/2017
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News - 04/09/2017

Le novità sul deposito del prezzo della compravendita e il
versamento delle imposte al notaio

La legge sulla Concorrenza (n.124/2017) ha predisposto il cosiddetto “deposito prezzo dal notaio” (legge n.124/2017 art. 1, co. 63 e ss.). Una norma secondo la quale, quando avviene la compravendita di un’abitazione, i soldi vanno al notaio fino al momento della trascrizione della vendita e, quindi, fino al definitivo passaggio di proprietà. Il meccanismo non è stato accolto con favore dalla Fiaip. Ma vediamo come funziona.

Secondo quanto stabilito dalla legge sulla Concorrenza, al momento dell’acquisto della casa, tutte le somme corrisposte dall’acquirente al venditore o a titolo di pagamento delle imposte devono confluire su un apposito conto del notaio destinato proprio a ricevere detti importi.

In particolare, la normativa stabilisce che:

  • il notaio deve avere un conto corrente dedicato sul quale far confluire il denaro ricevuto dai clienti per il pagamento delle imposte dovute per l’acquisto di casa o altri immobili; il notaio viene fatto divieto di lucrare sugli interessi che quel conto corrente nel frattempo produce; il notaio inoltre non può utilizzare tali importi per fini differenti se non per il versamento delle tasse;
  • sul predetto conto corrente devono affluire anche tutte le somme che il notaio sia incaricato di custodire;
  • se il notaio è debitore di qualcuno, i relativi creditori non possono pignorare i soldi depositati su tale conto corrente;
  • se il notaio muore tali soldi non vanno a finire ai suoi eredi;
  • se il notaio è sposato tali soldi non entrano nel regime di comunione dei beni con il coniuge;
  • il notaio non può rifiutarsi di custodire e tenere in deposito il saldo del prezzo che l’acquirente deve corrispondere al venditore fino a quando non sia eseguita la formalità della trascrizione della vendita immobiliare: è solo da questo momento, infatti, che il compratore acquisisce la definitiva certezza che l’acquisto si è perfezionato senza problemi e, quindi, che sul bene venduto non vi sono pesi come ipoteche giudiziali, sequestri, pignoramenti, domande giudiziali, ecc.;
  • le parti possono affidare al notaio il deposito delle somme necessarie a estinguere eventuali passività gravanti sul venditore; si pensi al tipico caso della vendita di una casa acquistata con un mutuo ancora in corso di ammortamento: l’acquirente versa l’intero corrispettivo dimodoché una parte di questo venga girato alla banca per l’estinzione del debito e la cancellazione dell’ipoteca.

La normativa ha effetto retroattivo, questo vuol dire che si applica anche ai compromessi stipulati prima del 29 agosto 2017, data di entrata in vigore della legge sulla Concorrenza.

News - 28/08/2016

Mercato immobiliare, cosa ci aspetta nel triennio 2016-2018

Il triennio 2016-2018 si presenta come un periodo di crescita delle transazioni favorito da una certa stabilità dei prezzi nei primi due anni e da una risalita dei valori a partire dal 2018. A dirlo è il rapporto di Yard, società di servizi e valutazioni immobiliari, con la collaborazione del Censis, che per le sue elaborazioni ha utilizzato il Rei, Real Estate Italia Idex.

Ciò che ci aspetta nel prossimo triennio è inanzitutto una normalizzazione e, necessaria modernizzazione, del real estate italiano, basate su un più avanzato rapporto tra domanda e offerta. Il consumo abitativo risponderà sempre più alle effettive esigenze dei diversi segmenti sociali.

Compravendite e prezzi seguiranno una tendenza che vedrà la crescita delle prime e una sostanziale stabilizzazione dei secondi, che torneranno ad aumentare solo nel 2018. In altri termini al "surriscaldamento" della domanda seguirà il "riscaldamento" dei valori, destinati poi a ritornare a seguire un trend cogruente con quello di lunga periodo. Si stima, infatti, che i prezzi possano segnare un nuovo massimo intorno al 2024 superiore a quanto raggiunto in precedenza.

 

Grafico

 Per quanto riguarda il comparto residenziale si assisterà a un aumento delle compravendite: +4,8% nel 2017 e +8,7% nel 2017  e +5,9% nel 2018. Per quanto riguarda i prezzi, continuerà la contrazione dei valori nel 2016 e nel 2017 di poco più del 2%, per tornare in campo positivo nel 2018 (+5,5%).

grafico2

Le elaborazioni effettuate attraverso l'applicazione del Rei, evidenziano una sostanziale differenza tra il comparto del nuovo e quello dell'usato. Per il residenziale usato assisteremo, infatti, a una sostanziale tenuta dei valori a fronte di una maggiore vivacità degli scambi nel 2016, con un incremento dei prezzi al 2018 e una contestuale successiva stabilizzazione delle compravendite. Per il nuovo, invece, ci sarà stabilità di transazioni e prezzi per il 2016, e una ripresa dei volumi scambiati e dei valori nel 2018.

Rapporto di previsione sul real estate italiano

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News - 08/07/2016

Ristrutturazioni agevolate - SOLO IN TRENTINO RISPARMI IL 50% RISTRUTTURANDO CASA -

 

E’ stata approvata la delibera provinciale che consente al privato di ristrutturare casa risparmiando il 50% (o il 65% nel caso di risparmio energetico) senza attendere lo sgravio fiscale che lo Stato riconosce in 10 annualità.

La proposta concertata dall'Associazione Artigiani e la Provincia di Trento  intende incentivare il privato cittadino nella ristrutturazione della propria abitazione, combinando il sostegno provinciale con il sostegno statale: in sostanza, la detrazione fiscale statale del 50 o 65%, che per norma è distribuita su 10 rate annuali, viene ora anticipata in un’unica soluzione sotto forma di mutuo, di cui la Provincia paga al cittadino gli interessi passivi.

Le domande per il contributo sugli interessi potranno essere presentate a partire dal 1° luglio fino al 30 novembre 2016.

Guida per accedere al contributo provinciale

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News - 09/06/2016

Nuova composizione del Consiglio Direttivo "FIMAA Trento", dei Revisori e dei Probiviri eletti in data 09/06/2016

Assemblea "FImaa Trento" del 09-06-2016 - Ugo Tomasi di Soluzione Casa s.n.c. presiede l'assemblea al fianco del presidente della federazione Severino Rigotti e della consigliera Saveria Lambiase. Nel corso dell'assemblea si sono svolte le votazioni del nuovo Consiglio direttivo, del collegio dei revisori dei conti e del collegio dei probiviri. Andrea Rizzi e Nicola Zanardo di Soluzione Casa s.n.c. vengono eletti membri del collegio dei probiviri.

 

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News - 01/01/2016

Cedolare secca 2016 aliquote Agenzia Entrate: calcolo quando conviene?

Cedolare secca 2016 aliquota 10 e 15% e su canone libero al 21, quando si paga acconto e saldo imposta sostitutiva su locazione e affitto, requisiti.

La cedolare secca è un regime agevolato che prevede l'applicazione di un'imposta sostitutiva al 10 dal 2014 al 2017, al 15% dal 2018 o 21% a canone libero a seconda dei casi sui redditi derivati da locazione e affitto immobili ad uso abitativo. Se il proprietario dell’immobile o l’affittuario, scelgono di avvalersi di tale regime, la tassazione per il proprietario non avviene più in base al reddito ma solo sul canone incassato mentre per l’affittuario si riducono i costi del canone mensile da pagare. L'opzione è sempre facoltativa e va comunicata nel momento della registrazione del contratto presso l'Agenzia delle Entrate, o in sede di proroga scadenza, e consiste nell’applicazione di un’aliquota sostitutiva, fissa e agevolata che di fatto sostituisce:

1) Irpef e le relative addizionali.

2) Imposta di registro contratto di locazione.

3) Imposta di bollo 16,00 euro.

Il risparmio si traduce con la Cedolare Secca 2016 al 10% per il canone concordato e al 21% se la casa è affittata a mercato libero, da versare in acconto e saldo.

 

Cedolare secca 2016 aliquota 10%:

Il Piano Casa ha introdotto una importante novità circa la cedolare secca aliquota 10% dal 2014, 2015, 2016 e 2017 per i proprietari di casa e che optano per il regime sostitutivo per le locazioni a privati.

Requisiti e condizioni: Tale possibilità, per gli anni dal 2014 al 2017 è concessa solo per contratti di locazioni non aziendali, di case ad uso abitativo a canone concordato, ubicati in uno dei comuni ad alta tensione abitativa o colpito da calamità naturali. La lista dei Comuni agevolati si trova in Elenco Comuni ad alta tensione abitativa individuati dal CIPE.

La possibilità di optare per un’imposta fissa del 10%, prevede la rinuncia da parte del proprietario di rinunciare all'aggiornamento ISTAT del canone, l'esenzione dal pagamento dell'imposta di registro, obbligatoria per i contratti a tassazione ordinaria, e dell'imposta bollo. 

Aliquota immobili non affittati o dati in locazione da cooperative ed Onlus per subaffitti a studenti che rinunciano all'aggiornamento dei canoni di locazione. Tale norma. è stata prevista dal decreto legge Piano casa approvato dal Governo Renzi.

Importante: Anche l’inquilino ha la possibilità di denunciare autonomamente un contratto non regolarmente registrato con divieto di sfratto fino alla fine del 2015.

 

Cedolare secca aliquota 15% o 21% canone concordato e libero:

 Per calcolare l’aliquota cedolare secca su contratti di locazione e affitti, si parte dal canone annuo di locazione e di affitto un’imposta fissa in sostituzione dell’Irpef e delle relative addizionali, nonché dell’imposta di registro e dell’imposta di bollo dovute sul contratto di locazione, come riassunto nella tabella sotto riportata:

IMPOSTA DOVUTA CON IL NUOVO REGIME 2016:

Per i contratti di locazione a canone libero: 21% del canone annuo stabilito dalle parti.

Per i contratti di locazione a canone concordato e relativi alle abitazioni che si trovano: nei Comuni ad alta tensione abitativa, contratto di locazione stipulato con privati, Onlus, cooperative, subaffitti studenti, Immobili non affittati: aliquota 10% sul canone annuo dal 2014 al 2017 e dal 2018 al 15%.

Resta l’obbligo di versare l’imposta di registro per la cessione del contratto di locazione mentr non si versano più:

  • Irpef Addizionale regionale Addizionale comunale
  • Imposta di registro (compresa quella sulla risoluzione e sulle proroghe del contratto di locazione)
  • Imposta di bollo (compresa quella, se dovuta, sulla risoluzione e sulle proroghe). 

Con l'approvazione del Piano Casa promosso dal Governo Renzi, è stata ammessa la riduzione aliquota cedolare secca 2016 per gli immobili non affittati che passa dal 15 al 10%. La durata dell'agevolazione è per il quadriennio 2014-2017, l’aliquota al 10% della cedolare secca, potrà essere usufruita anche dagli inquilini di abitazioni date in locazione a cooperative o a Onlus, se subaffittate a studenti con rinuncia all'aggiornamento del canone di locazione o assegnazione.

 

Aliquote cedolare secca come si calcola?

Al regime Cedolare Secca su locazioni e affitti possono aderire le sole persone fisiche titolari del diritto di proprietà o di altro diritto reale di godimento sulle unità immobiliari locate come usufrutto, uso, abitazione. Non possono aderire le società e gli enti non commerciali.

Come calcolare l'imposta dal 2016?

A seguito dell’aggiornamento sulla tassazione degli immobili con la riduzione al 10% dell’aliquota imposta sostitutiva cedolare secca sugli affitti con contratto di locazione a canone concordato, dovuta dalle persone fisiche che scelgono il regime agevolato, l’Agenzia delle Entrate ha provveduto a modificare l’Annuario del Contribuente.

Le modifiche apportate dall'Agenzia delle Entrate riguardano:

1) Riduzione aliquota cedolare secca per i contratti di locazione a canone concordato relativi alle abitazioni, ubicate nei Comuni ad alta tensione abitativa (individuati dal Cipe) e con carenze di disponibilità abitative che con il decreto Casa scende al 10% fino al 2017 per poi aumentare al 15% dal 2018 in poi.

2) Le nuove disposizioni in materia di Imu, introdotte dal decreto legge n. 102 del 31 agosto 2013, che ha previsto l’abolizione dell’IMU sulle abitazioni principali, fatta eccezione per le abitazioni classificate con categorie catastali A/1, A8 e A/9 a cui viene applicata la nuova IUC che comprende IMU, TASI tassa servizi indivisibili dei Comuni e TARI la tassa sui rifiuti urbani. Ora con la nuova legge di Stabilità 2016, è stata abolita anche la TASI sulla prima casa non di lusso anche per gli affittuari.

Un’altra novità riguarda l’equiparazione all’abitazione principale delle case di proprietà delle cooperative edilizie a proprietà indivisa, adibite dai soci assegnatari ad abitazione principale e delle relative pertinenze e per i fabbricati di civile abitazione destinati ad alloggi sociali, oltre all’esclusione dall’IMU per le abitazioni principali non concesse in locazione, dal personale in servizio permanente appartenente alle Forze armate e alle Forze di polizia ad ordinamento militare e da quello dipendente delle Forze di polizia ad ordinamento civile, nonché dal personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e da quello appartenente alla carriera prefettizia.

 

Requisiti immobili e comunicazione inquilino:

I requisiti che gli immobili devono avere per aderire al regime cedolare secca sugli affitti, sono:

Unità abitative di categoria catastale A1 a A11 (esclusa l’A10 - uffici o studi privati), affittate per uso abitativo.

Relative pertinenze box, garage ma solo se affittate insieme all’abitazione.

Come fare la comunicazione inquilino?

I proprietari degli immobili affittati ad uso abitativo che decidono di avvalersi del regime agevolato della cedolare secca hanno l’obbligo di comunicarlo preventivamente all’inquilino con lettera raccomandata.

Con la comunicazione il locatore rinuncia alla facoltà di chiedere l’aggiornamento del canone, anche se era previsto nel contratto, incluso quello per adeguamento Istat canoni di locazione.

 

Come fare per aderire all'opzione e come si paga?

Con il provvedimento del 10 gennaio 2014, l’Agenzia delle Entrate ha provveduto ad approvare il nuovo modello per la registrazione contratti di locazione. Tale modello, è obbligatorio a partire dal 31 marzo 2014, per cui il modello 69 e Siria, non sono più utilizzabili.

Per aderire all'opzione dell'imposta sostitutiva sulle locazioni, il contribuente deve compilare la sezione del modello rli 2015 che può essere presentato anche per via telematica utilizzando il software di compilazione dell'Agenzia delle Entrate.

Come si paga? Modello F24 e codice tributo:

L’imposta sostitutiva agevolata della cedolare secca deve essere versata entro lo stesso termine previsto per il versamento dell’Irpef mediante l’F24, modello unificato di pagamento Agenzia delle Entrate che prevede anche la possibilità di compensare l’imposta dovuta con eventuali crediti.

Per il versamento della cedolare secca, con F24, vanno utilizzati i seguenti codici tributo:

1840: Cedolare secca locazioni – Acconto prima rata

1841: Cedolare secca locazioni – Acconto seconda rata o unica soluzione

1842: Cedolare secca locazioni – Saldo

 

Scadenza primo acconto 2016 e saldo:

Il pagamento del primo acconto 2016 dell’imposta sostitutiva cedolare secca affitti, va versata se l’importo dell’imposta sostitutiva dovuta per l’anno precedente supera i 51,65 euro. In questo caso, l'acconto è da versare entro i seguenti termini:

  • Unica RATA: entro il 30 novembre se l’importo è inferiore a 257,52 euro
  • In 2 rate, se l’importo dovuto è superiore a 257,52 euro: primo acconto cedolare secca affitti pari al 40%: entro il 16 giugno e secondo acconto cedolare secca affitti pari al 60%, entro il 30 novembre.

In generale, l’acconto non è dovuto nel primo anno di esercizio dell’opzione per la cedolare secca, poiché manca la base imponibile di riferimento, cioè l’imposta sostitutiva dovuta per il periodo precedente. In tale periodo d’imposta il reddito derivante dall’immobile è stato infatti assoggettato a Irpef. Inoltre, l’acconto non è dovuto quando l’anno di prima applicazione della cedolare secca è anche il primo anno di possesso dell’immobile.
Il Saldo cedolare secca affitti 2016, va effettuato ento il 16 giugno dell’anno successivo a quello a cui si riferisce, o entro il 16 luglio, con la maggiorazione dello 0,40% tramite ravvedimento operoso. Per cui se il saldo riguarda l’anno 2015 dovrà essere versato entro il 16 giugno 2016, se invece il saldo si riferisce all’anno 2016 dovrà essere versato entro il 16 giugno 2017.

 

Durata del contratto e revoca opzione:

Il proprietario che sceglie di avvalersi del regime agevolato della cedolare secca è obbligato a estendere tale regime per l’intero periodo di durata del contratto (o della proroga) o, nei casi in cui l’opzione sia esercitata nelle annualità successive alla prima, per il residuo periodo di durata del contratto.

Il locatore ha comunque la facoltà di revocare l’opzione in ciascuna annualità contrattuale successiva a quella in cui è stata esercitata la stessa. La revoca deve essere effettuata entro il termine previsto per il pagamento dell’imposta di registro relativa all’annualità di riferimento e comporta il versamento della stessa imposta. E’ sempre possibile esercitare l’opzione nelle annualità successive, rientrando nel regime della cedolare secca.

  

Quali sono gli effetti sul reddito?

Il reddito assoggettato a “cedolare secca” concorre alla formazione del reddito complessivo ai fini della spettanza di deduzioni, detrazioni, benefici legati al possesso di requisiti reddituali per esempio:

  • per determinare la condizione di familiare fiscalmente a carico;
  • per calcolare le detrazioni per carichi di famiglia;
  • per calcolare detrazioni per canoni di locazioni;
  • per la determinazione dell’Isee.

  

Cedolare secca quando conviene? Vantaggi e svantaggi:

Vantaggi cedolare secca:

Nessuna imposta di registro all’atto di registrazione del contratto, neanche per le successive annualità

Nessuna marca da bollo da € 16,00 euro sui contratti

favorire l’emersione degli affitti irregolari

Svantaggi della Cedolare Secca

Aumenti Istat ed aumenti periodici: non potranno essere applicati sugli immobili dei proprietari che hanno optato per il regime agevolato della cedolare secca, considerando che attualmente i contratti prevedono un’aumento annuale del canone di affitto proporzionale all’inflazione, in base all’indice Istat. Inoltre sono anche vietati gli aumenti di contratto per tutta la durata del contratto sul quale viene pagata la cedolare secca;

Addizionali regionali e comunali: con la cedolare secca non si devono pagare le addizionali regionali e comunali, pertanto, più è alta l’addizionale e maggiore sarà il vantaggio della cedolare.

Adempimenti vari: pagamento online della cedolare secca

  

Sanzioni cedolare secca per chi non si paga l'imposta entro la scadenza:

Per la Cedolare secca si applicano le stesse sanzioni per omessa, tardiva, o falsa registrazione contratto di Locazione.

L’omessa registrazione del contratto di locazione e di affitto comporta l’applicazione di una sanzione amministrativa, come anche il parziale occultamento del corrispettivo e l’omesso o tardivo versamento dell’imposta di registro su annualità successive o dell’aliquota sostitutiva della cedolare secca.

Sanzioni cedolare secca:

Omessa registrazione del contratto: dal 120% al 240% dell’imposta dovuta 

Parziale occultamento del canone: dal 200% al 400% della maggiore imposta dovuta 

Tardivo versamento dell’imposta: 30% dell’imposta versata in ritardo

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