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News - 19/03/2019

Il decalogo del Notariato sulle nuove tutele per gli acquirenti di immobili in costruzione

Il Consiglio Nazionale del Notariato ha partecipato oggi a Roma alla conferenza stampa organizzata a Montecitorio da Assocond Conafi per spiegare le nuove tutele a favore degli acquirenti di immobili in costruzione in vigore a partire dal prossimo 16 marzo, introdotte con il Decreto Legislativo n. 14/2019 “Codice della crisi d’impresa” che ha modificato il dlgs 122/2005, e con il quale si integra e dà piena attuazione alle garanzie già inserite nel 2005. 

Con l’occasione il Notariato ha presentato un decalogo sulle nuove tutele in vigore a partire dal 16 marzo per gli acquirenti di immobili in costruzione. La legge sull’acquisto di immobili da costruire (dlgs 122/2005) si applica quando il venditore sia un costruttore e cioè un imprenditore (in forma individuale o societario) o una coop edilizia  e l’acquirente sia una persona fisica (anche socio di coop edilizia). 

1 – Cosa prevede oggi la legge per tutelare gli acquirenti degli immobili da costruire?

Con il dlgs 122/2005 il legislatore si è preoccupato di tutelare le persone fisiche, che stipulano con un’impresa di costruzioni un contratto che ha come effetto il trasferimento non immediato di un immobile in corso di costruzione, dal rischio che, a causa della crisi dell’impresa costruttrice, l'acquirente subisca la perdita degli acconti versati per l’acquisto. 

La tutela per chi compra prevede:

- l’obbligo del costruttore di consegnare all’acquirente una fidejussione, che garantisca il rimborso, in caso di crisi dell’impresa, di tutte le somme pagate o da pagare prima del trasferimento definitivo della proprietà;

- l’obbligo di consegnare all’acquirente, al momento del trasferimento della proprietà, una polizza assicurativa di durata decennale (cd. decennale postuma) che garantisca il risarcimento dei danni materiali e diretti all’immobile, derivati dalla rovina totale o parziale o da gravi difetti costruttivi. 

2 - Perché il legislatore è intervenuto sulla norma (dlgs 122/2005)?

Il legislatore si è reso conto che la norma, per gli acquisti effettuati fino al 15 marzo 2019, poteva essere facilmente disapplicata poiché le imprese potevano non rilasciare le garanzie e comunque vendere gli immobili in costruzione. Lo spirito della norma non è solo migliorare le tutele a favore dell’acquirente, ma anche la qualità imprenditoriale, introducendo la necessità per il costruttore di essere considerato “garantibile”. 

3 – Come cambia la tutela per gli acquirenti degli immobili da costruire?

La nuova legge (dlgs n.14/2019) prevede l’obbligo di stipulare il contratto preliminare (mediante atto pubblico o scrittura privata autenticata) con l’intervento del notaio, al quale impone di verificare ed attestare la correttezza della fidejussione (che deve essere conforme ad un modello ministeriale).
Il notaio non stipulerà l’atto in assenza di fidejussione.

Inoltre, in base alle nuove norme, la fidejussione garantisce il rimborso delle somme versate dal futuro acquirente anche in caso di mancato rilascio della polizza indennitaria decennale postuma in occasione dell’atto di compravendita dell’immobile. 

4 -  Da quando si applica la nuova legge?

Le maggiori tutele previste dalla nuova legge si applicano a tutti i contratti (preliminari o definitivi) relativi a fabbricati abitativi per i quali il titolo abilitativo (permesso di costruire/SCIA/DIA) sia stato richiesto o presentato al Comune a decorrere dal 16 marzo 2019. 

5 – La fidejussione ha una scadenza?

La fidejussione è efficace fino a quando l’assicurazione o la banca che l’ha rilasciata ricevano copia autentica dell’atto di trasferimento dell’immobile contenente l’attestazione del rilascio della polizza assicurativa decennale postuma.

Fino a quel momento, la somma garantita dalla fidejussione può essere pretesa dal futuro acquirente in caso di crisi dell’impresa costruttrice, se il futuro acquirente abbia comunicato di voler recedere dal contratto oppure se il notaio abbia attestato di non aver potuto ricevere l’atto di trasferimento per il mancato rilascio della polizza decennale postuma. 

6 – Quali altri vantaggi dà l’intervento del notaio nel preliminare?

Il notaio assicura che fin dal momento del preliminare siano effettuate tutte le verifiche (visure ipotecarie) riguardanti l’esistenza di ipoteche o altri vincoli sull’immobile da costruire. Inoltre, il notaio è obbligato a trascrivere il contratto preliminare nei registri immobiliari, con l’effetto di proteggere l’acquirente dal rischio di ipoteche o vincoli successivi alla trascrizione stessa (purché la vendita intervenga entro tre anni). 

7 - Cosa deve contenere il preliminare?

Oltre all’indicazione del rilascio della fidejussione ed all’attestazione della sua conformità al modello ministeriale, il preliminare deve contenere:

- la descrizione dell’immobile da costruire, con i suoi confini, e delle pertinenze;

- l’indicazione degli eventuali atti d’obbligo, nonché l’esistenza di ipoteche o trascrizioni pregiudizievoli;

- il termine pattuito per l'esecuzione dei lavori, il prezzo e le modalità di pagamento;

- gli estremi del permesso di costruire e l’indicazione dell’esistenza di imprese appaltatrici;

- il capitolato con le caratteristiche dei materiali e gli elaborati di progetto. 

8 – La legge tutela l’acquirente anche al momento della compravendita. Come?

La legge prevede che al momento della stipula del contratto di compravendita il costruttore debba consegnare all’acquirente una polizza assicurativa indennitaria decennale, a copertura dei danni materiali subiti dall’immobile per effetto di rovina totale o parziale o di gravi difetti costruttivi dell’opera.

Il contratto di compravendita deve contenere l’indicazione degli estremi della polizza decennale.

In caso di mancata consegna della polizza, il notaio non procede a ricevere l’atto e l’acquirente che abbia comunicato la propria volontà di recedere dal contratto ha diritto di ottenere dalla società o dalla banca che ha rilasciato la fidejussione il risarcimento di quanto versato al costruttore. 

9 -  Cosa succede se non si rispetta la norma?

Il mancato rispetto dell’obbligo di stipulare il preliminare con atto pubblico o scrittura privata autenticata comporta la nullità assoluta del contratto per mancanza di forma. L’intervento del notaio nella stipula del contratto preliminare e del contratto definitivo garantisce il rispetto dell’obbligo di consegna della fidejussione (nel preliminare) e della polizza decennale (nel definitivo), che il notaio è tenuto ad indicare nel contratto. 

10 - Cosa fare, quindi, se si intende acquistare dal costruttore un immobile non ancora ultimato?

Ciò che prima della riforma era un’opportunità raccomandata, ora è un obbligo di legge: rivolgersi al notaio, affidandogli l’esecuzione, oltre che delle verifiche sull’inesistenza di ipoteche o vincoli di altro tipo, del controllo sul rilascio della fidejussione.
News - 25/01/2019

Cedolare secca per gli immobili commerciali, cosa cambia nel 2019

La legge di Bilancio ha esteso a partire dal 1º gennaio 2019 la cedolare secca 2019 anche agli immobili commerciali e i capannoni. Vediamo quali sono le novità previste dalla nuova normativa, anche grazie all'utile vademecum elaborato da Confedilizia.

Cedolare secca 2019 locali commerciali

A partire da quest'anno sarà possibile usufruire della cedolare secca 2019 anche per gli affitti commerciali dei negozi. All'affitto dei locali commerciali si applicherà la tassazione sostitutiva Irpef del 21%, sempre e quando si rispettino determinati requisiti riassunti dall'utile vademecum di Confedilizia.

  • I contratti di locazione devono essere stipulati nel corso dell’anno 2019. 
  • La cedolare secca per gli immobili commerciali potrà essere applicata per l’intera durata del contratto.
  • Il nuovo regime fiscale interessa le unità immobiliari di categoria catastale C/1 e le relative pertinenze locate congiuntamente.
  • La cedolare secca per i negozi può applicarsi agli immobili di superficie massima di 600 metri quadri; nel calcolo della superficie, le pertinenze non vanno considerate.
  • Possono usufruire della cedolare i locatori persone fisiche, mentre nessun requisito è previsto in capo ai conduttori.
  • L’aliquota della cedolare è pari al 21%.
  • Non ci si può avvalere del nuovo regime fiscale in caso di contratti stipulati nell’anno 2019 se alla data del 15 ottobre 2018 “risulti in corso un contratto non scaduto, tra i medesimi soggetti e per lo stesso immobile, interrotto anticipatamente rispetto alla scadenza naturale”.
  • L’Agenzia delle entrate ha precisato che, poiché i software di compilazione relativi al Modello RLI sono in corso di aggiornamento, attualmente è possibile registrare i nuovi contratti esclusivamente recandosi presso gli uffici territoriali dell’Agenzia stessa, e non in via telematica.

Cedolare secca 2019 per le società 

Si ricorda che non possono optare per la cedolare secca 2019 le società di persone, società di capitali, imprenditori e lavoratori autonomi.

News - 21/12/2018

Agevolazioni prima casa, possibili con la rinuncia alla comproprietà

Le agevolazioni per l’acquisto della prima casa sono possibili se c’è la rinuncia alla quota di comproprietà di un’abitazione. A stabilirlo la sentenza della Ctr Veneto 1325 del 22 novembre 2018.

Secondo il Codice civile, ci sono tre particolari fattispecie relative alla rinuncia alla quota di comproprietà:

  • l’articolo 882, secondo cui il comproprietario di un muro comune può esimersi dall’obbligo di contribuire nelle spese di riparazione e ricostruzione, rinunciando al diritto di comunione;

  • l’articolo 1104, secondo cui ciascun partecipante deve contribuire nelle spese necessarie per la conservazione e per il godimento della cosa comune e nelle spese deliberate dalla maggioranza, salva la facoltà di liberarsene con la rinunzia al suo diritto;

  • l’articolo 1118, comma 2, che invece, stante il carattere “necessario” delle parti condominiali di un edificio, esclude la rinunciabilità della loro comproprietà.

Atto di rinuncia alla comproprietà

Quando di parla di atto di rinuncia alla quota di comproprietà ci si riferisce a un atto unilaterale che per la sua efficacia non necessita dell’accettazione degli altri comproprietari, in capo ai quali si produce un automatico, proporzionale e non rifiutabile incremento delle quote.

Poiché non si tratta di un atto a titolo oneroso, dal punto di vista tributario l’atto di rinuncia alla comproprietà deve essere tassato con l’imposta di donazione, che si applica ai “trasferimenti (…) a titolo gratuito” (articolo 2, comma 47, Dl 262/2006), tenendo conto che “si considerano trasferimenti anche (…) la rinunzia a diritti reali” (articolo 1, comma 1, Dlgs 346/1990).

Le imposte ipotecaria e catastale sono dovute con le aliquote del 2 e dell’1% sul valore imponibile. Se in capo al beneficiario della rinuncia ricorrono i presupposti per l’applicazione dell’agevolazione prima casa, le imposte ipotecaria e catastale si pagano nella misura fissa di 200 euro.

News - 10/12/2018

Cambia l'Euribor, gli effetti sui tassi dei mutui dal 2019

Il metodo di calcolo dell’Euribor, l’indice a cui sono agganciati i mutui a tasso variabile, sta per cambiare. Dalla fine del 2019 entrerà in vigore il nuovo Euribor: quali saranno gli effetti sui finanziamenti per l’acquisto di casa?

Il Parlamento europeo ha votato il regolamento che manderà in naftalina il “vecchio” Euribor, sostituendolo, a partire dalla fine del 2019, con un indice interbancario analogo diversamente calcolato. Il regolamento europeo stabilisce dei requisiti di maggiore trasparenza che il nuovo indice dovrà rispettare. L’obbiettivo è infatti quello di evitare conflitti di interesse tra le banche coinvolte nello stabilire l’indice dei prestiti interbancari europei, onde evitare manipolazioni dei tassi come in passato. Stando al regolamento europeo, il nuovo Euribor dovrà essere calcolato in base alle effettive transazioni avvenute sul mercato.

Che cos'è l'Euribor?

Ma che cos’è, di fatto, l’Euribor? Il suo nome è acronimo di Euro Inter Banked Offered Interest, ovvero è il tasso di interesse che le banche in Europa si offrono l’un l’altra per concedersi prestiti e finanziarsi a diverse scadenze, da una settimana a 12 mesi. Attualmente il tasso viene stabilito quotidianamente rilevando le quotazioni di un gruppo di 20 banche, relativamente ristretto rispetto alla portata che i tassi hanno nel calcolo dei mutui a tasso variabile di milioni di famiglie europee, nonché di centinaia di miliardi di controvalore di strumenti derivati utilizzati da moltissime istituzioni finanziarie. Oltretutto, tali banche si trovano in zone diverse d’Europa, che possono presentare diverse esigenze. Ecco perché una semplice media dei tassi potrebbe non essere più garanzia di trasparenza.

L’indice ha sostituito, dal 1 gennaio 1999, l’italiano Libor come riferimento ai mutui a tasso variabile in Italia. Tra le banche italiane coinvolte nell’attuale calcolo dell’Euribor ci sono Intesa SanPaolo, Unicredit e Monte Paschi di Siena.

Nuovo Euribor, quali effetti sui mutui a tasso variabile?

Effetti sui mutui a tasso variabile? “Il maggior rischio per chi ha un mutuo indicizzato – spiega Stefano Tempera, fondatore di Cercamutuo.it, - potrebbe essere che il nuovo Euribor, proprio per il fatto che sarà legato alle transazioni di mercato tipicamente altalenanti, potrebbe subire più oscillazioni e diventare più volatile rispetto all’indice come lo conosciamo oggi, con la conseguenza di vedere le rate dei mutui a tasso variabile impennarsi in particolari periodi storici”.

Se da un lato infatti i clienti di tali contratti avranno la certezza di una maggiore certezza nella determinazione di questo tasso, è anche vero che l’indice nuovo, maggiormente soggetto all’andamento delle transazioni di mercato, potrebbe rivelarsi più volatile, presentando maggiori oscillazioni che al presente. Situazioni come quella di oggi, in cui siamo testimoni di un indice Euribor fermo da mesi sugli stessi valori (peraltro negativi) potrebbero non essere più la quotidianità. L’algoritmo di calcolo del nuovo tasso, tuttavia, dovrebbe in parte dipendere da parametri che contribuiscano a dare maggiore stabilità all’indice stesso.

News - 30/11/2018

Bonus ristrutturazioni 2019, tutte le novità

Il testo della legge di Bilancio 2019 arrivato in Parlamento contiene la tanto attesa proroga del bonus ristrutturazioni per il 2019. Vediamo tutte le novità sulle detrazioni fiscali per gli interventi di ristrutturazione della propria casa.

Proroga per il 2019 del bonus ristrutturazioni

La nuova legge di bilancio ha prorogato il bonus ristrutturazioni per il 2019, ovvero la detrazione fiscale Irpef del 50% per le spese sostenute dal contribuente per interventi di restauro, manutenzione, messa in sicurezza dell'immobile. 

I contribuenti portanno godere della detrazione del 50% delle spese sostenute e pagate con bonifici, effettuate dal 26 giugno 2012 al 31 dicembre 2019 con un limite massimo di 96mila euro per ciascuna unità immobiliare.

Bonus ristrutturazioni 2019: ecco come richiederlo

Per poter usufruire del bonus ristrutturazioni per il 2019 i contribuenti dovranno indicare nella dichiarazione dei redditi (da utilizzare il modello 730 o il modello Unico) i dati catastali identificativi dell'immobili, gli estremi di registrazione dell'atto che ne costituisce il titolo di possesso. Inoltre il contribuente deve conservare ed esibire, a richiesta degli uffici, i documenti indicati nel provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle Entrate del 2 novembre 2011.

I documenti necessari per il bonus ristrutturazioni 

I documenti necessari per usufruire del bonus ristrutturazioni 2019 saranno i seguenti:

  • Comunicazione Asl
  • Domanda di accatastamento, nel caso in cui l'immobile non sia ancora censito
  • Ricevute di pagamento dell'Ici e dell'Imu, qualora sia dovuto il pagamento
  • Delibera dell'assemblea che ha approvato l'esecuzione dei lavori+tabella millesimale di ripartizione delle spese, nel caso gli interventi riguardino le parti comuni degli edifici residenziali
  • Dichiarazione di consenso del possessore dell'immobile all'esecuzione dei lavori
  • Per gli acquisti contemporanei di casa e box, un documento indicante il vincolo di pertinenza del box con la casa
  • Concessioni, autorizzazioni e ove non previste dalla Legge, dichiarazione sostitutiva dell'atto di noterietà sulla quale indicare la dati di inizio dei lavori e che i lavori eseguiti siano agevolabili
  • Ricevuta dell'avvenuta trasmissione della Comunicazione Enea, obbligatoria dal mese di settembre

Bonus ristrutturazioni 2019,  un aiuto dall'Agenzia delle Entrate

L'Agenzia delle Entrate ogni anno viene in aiuto dei consumatori con una guida ai principali bonus sulla casa. L'ultima guida pubblicata sul bonus ristruttuazioni 2018, contiene molte informazioni utili da utilizzare per usufruire delle detrazioni del 50% anche per il prossimo anno.

Bonus ristrutturazioni 2019, tutte le ultimissime nel Def

Se le nuove misure per la casa, tra cui la proroga del bonus ristrutturazioni 2019, sono contenute nella legge di Bilancio 2019, un documento molto importante è il Def 2019. Il documento di economia e finanza rappresenta un importante strumento di programmazione economica, che contiene tutte le linee guida della manovra economica per il 2019.

News - 30/11/2018

Agenti immobiliari, l’emendamento al Ddl europea 2018 cancella le incompatibilità

Novità sul fronte delle incompatibilità per gli agenti immobiliari. La 14esima Commissione del Senato ha dato il via libera all’emendamento – proposto dalla maggioranza di governo e votato anche dall’opposizione – al disegno di legge europea 2018 sull’esercizio dell’attività di mediazione che cancella le incompatibilità per gli agenti immobiliari. La Fiaip (Federazione italiana agenti immobiliari professionali) ha appreso con grande favore la notizia.

L’emendamento punta a ridefinire i regimi di incompatibilità professionale legati alla compravendita degli immobili. Gli agenti immobiliari potranno così svolgere attività fino ad oggi vietate. Attenzione però: le attività aggiuntive (gestione delle pulizie e del ricambio biancheria negli affitti brevi oppure amministrazione di condominio o ancora consulenza sui mutui) dovranno essere in ogni caso legate alla gestione di un immobile.

L’emendamento in questione prevede poi le incompatibilità delle professioni diverse da quella di agente immobiliare afferenti allo stesso settore merceologico (architetti, ingegneri, avvocati commercialisti specializzati in valutazioni immobiliari) e l’incompatibilità per i dipendenti delle banche, di finanziarie e di assicurazioni.

Il presidente nazionale Fiaip, Gian Battista Baccarini, ha così commentato: “Apprendiamo con grande favore che nel disegno di legge europea 2018, attualmente in discussione al Senato, è contenuto un emendamento proposto dalla maggioranza di governo (Lega e M5S) e votato anche dall’opposizione sull’esercizio dell’attività di mediazione che cancella le incompatibilità per gli agenti immobiliari”.

Sottolineando: “Ci rendiamo conto che il percorso legislativo è ancora lungo, ma l’approvazione dell’emendamento in questione è un primo passo fondamentale, che consentirà alle agenzie immobiliari italiane di potere erogare maggiori servizi alla clientela”.

E ha aggiunto: “Fiaip da anni si batte per l’eliminazione di quelle incompatibilità che hanno impedito agli agenti immobiliari di crescere e di adeguare la nostra professione alle esigenze degli attuali processi economici. Siamo contenti del fatto che nello stesso emendamento si sia riusciti a rendere incompatibili con la nostra professione i dipendenti pubblici e privati, con la specifica (necessaria) per i dipendenti delle banche, delle finanziarie e delle assicurazioni. E, ancor di più, esprimiamo soddisfazione per il lavoro svolto dai parlamentari di tutti gli schieramenti politici che ha visto anche allargare le incompatibilità a tutte le professioni intellettuali afferenti al nostro settore”.

News - 28/09/2018

Detrazioni casa, nella legge di bilancio 2019 proroga triennale ed ecoprestito

Gtres
Se la sforbiciata al complesso sistema delle detrazioni fiscali potrebbe interessare anche gli interessi passivi per i mutui prima casa, per gli immobili ci sono anche buone notizie. La legge di Stabilità 2019 potrebbe contenere la proroga di tutte le detrazioni fiscali per i lavori in casa. Il bonus ristrutturazioni, il bonus mobili e l'ecobonus saranno in vigore fino al 31 dicembre 2021.

Secondo quanto dichiarato dal presidente della commissione Industria del Senato, Gianni Girotto, "I bonus casa storicamente vengono prorogati solo di anno in anno. Questo non dà una prospettiva certa a cittadini e imprese. Noi, invece, vogliamo dare un orizzonte temporale più ampio, che arrivi fino al 2021". 

Legge di bilancio 2019, ristrutturazioni salvate

ll bonus ristrutturazione consiste in una detrazione Irpef al 50% con limite di spesa di 96 mila euro per lavori di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo o ristrutturazione edilizia su abitazioni o parti comuni di edifici condominiali (purché non comportino un cambio di destinazione d’uso o volumetrico). 

Le prime anticipazioni parlavano del ritorno alla detrazione standard del 36% per un tetto massimo di spesa di 48mila euro, abolendo il regime del 50% in vigore dal 2012. Ma sembra che invece il governo sia orientato verso la proroga al 2021 dell'attuale regime agevolato.

Sembra essersi salvato dalle cesoie del governo il bonus mobili, che consiste in una detrazione Irpef del 50% con tetto di spesa di 10mila euro, per l'acquisto di immobili ed elettrodomestici, da recuperare in 10 anni. Ancora non si sa nulla del bonus verde, che consiste nella detrazione Irpef del 36%, con tetto di spesa di 5mila, per la sistemazione di aree verdi, recuperabile in dieci anni. La scadenza dell’agevolazione, fissata per la fine di quest’anno, non lo lascia immune da eventuali tagli. 

Taglio alle aliquote detrazioni fiscali sulla casa

Ma la proroga avrà un prezzo. Le aliquote sulle detrazioni, infatti, andranno a diminuire di anno in anno. Per gli interventi di riqualificazione energetica, ad esempio, si potrebbe passare dal 65% per il primo anno, al 63% o al 60%.

Ecoprestito al vaglio del governo

Nella legge di bilancio 2019 potrebbe entrare anche l'ecoprestito, una sorta di prestito a tasso agevolato che sarà concesso da un soggetto pubblico, come Cdp, per avviare le opere di ristrutturazione o riqualificazione energeticia. O attivare una garanzia pubblica che consenta di abbattere di parecchio il costo del prestito bancario. 

Il governo potrebbe intervenire anche sulla cessione del credito, che è soggetta a varie limitazioni. L'intervento sarebbe rivolto proprio alla rimozione di queste limitazioni per rendere il meccanismo più efficace. 

News - 24/08/2018
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News - 10/05/2018

Con l'occasione dell'evento "91esima ADUNATA NAZIONALE ALPINI 2018" in Trento, informiamo tutta la nostra gentile clientela che i nostri uffici resteranno chiusi nelle giornate di venerdì 11/05 e sabato 12/05. * Buon evento a tutti *. W gli Alpini !!! https://www.adunatatrento2018.it/

News - 27/04/2018

La Provincia autonoma di Trento sostiene l’acquisto della prima casa incentivando l’attivazione contestuale di una pensione complementare. 

In questo caso, hanno diritto le persone fisiche residenti in Trentino di età non superiore ai 55 anni, che acquisteranno a partire dal 29 marzo 2018 la prima casa di abitazione ad un prezzo di almeno 100 mila euro. Al fine di accedere a questo strumento il richiedente dovrà avere una posizione pensionistica complementare attiva presso un fondo pensione complementare. I beneficiari dovranno versare nei dieci anni successivi a quello di concessione del contributo un importo minimo di 300 euro annui in favore della propria previdenza complementare. Il contributo ammonta a complessivi 15 mila euro dei quali una quota pari a 2.500 euro sarà versata sulla posizione pensionistica. Le domande possono essere presentate dal 2 maggio al 31 ottobre 2018 e saranno esaminate in ordine cronologico fino ad esaurimento delle risorse disponibili.
 News - 10/02/2018

Esercizio abusivo della professione di agente immobiliare: è legge la norma che inasprisce le sanzioni

Dopo sette anni di battaglie parlamentari, l’inasprimento delle sanzioni per chi svolge abusivamente la professione di agente immobiliare è legge. Da lungo tempo parcheggiata in Parlamento, la norma è stata approvata dalla maggioranza delle forze politiche. A partire dal 15 febbraio per gli abusivi ci saranno penali fino a 50mila euro e sequestro degli immobili dove si svolge l'attività abusiva.

“Esprimiamo viva soddisfazione per questo risultato - dichiara Gian Battista Baccarini,Presidente Nazionale Fiaip - che è da condividere con il Governo Gentiloni e con le forze politiche di opposizione. Infatti, il provvedimento è stato approvato a maggioranza senza nessun voto contrario.”

Da sempre la Fiaip, Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali, si batte per sconfiggere la piaga dell’abusivismo professionale, che è la causa principale delle truffe che avvengono nel campo immobiliare. Il centro studi Fiaip ha calcolato che il totale delle provvigioni percepite indebitamente dagli abusivi, ogni anno, è pari a 750 milioni di euro.

Prima della modifica la legge prevedeva che l’abusivo dovesse subire tre sanzioni amministrative, prima di arrivare alla denuncia penale. Il nuovo testo introduce a partire dal 15 febbraio 2018 gli aggravi previsti dalla modifica dell’art. 348 del codice penale dopo essere incorsi in una sola sanzione amministrativa. La nuova norma è prevista dall'articolo 12 della legge 11 gennaio 2018 n.3.

News - 26/01/2018

Detrazione Iva 50% acquisto casa da costruttore, proroga 2018 o addio?

Molti lettori ci chiedono che fine abbia fatto la detrazione Iva del 50% sull'acquisto di immobili in classe A o B, che è stata introdotta con la Legge di Stabilità 2016 e poi prorogata nel 2017 con il decreto Milleproghe.
 

Brutte notizie per l'agevolazione in vigore lo scorso anno. Nella legge di Stabilità 2018 infatti non è avvenuta nessuna proroga dell'agevolazione Iva sull'acquisto di una casa "verde".  Ad usufruire dell'agevolazione, sono però gli acquirenti di un immobile che hanno stipulato il rogito entro il 31 dicembre 2017. L'agevolazione consiste in una detrazione Irpef pari al 50% dell'Iva pagata al momento dell'acquisto dell'unità immobiliare, e va ripartita in 10 quote annuali. La detrazione può essere operata fino a concorrenza dell'IRPEF lorda.

Per usufruire della detrazione è importante: che l'immobile sia destinato ad uso residenziale (senza alcuna differenza se si tratti di prima o seconda casa e che con un'estensione anche alle pertinenze); sia di classe energetica A o B, sia ceduta da un'impresa costruttrice, o di ripristino/ristrutturatrice. La detrazione spetta anche se l'immobile è costruito da più di cinque anni, purché l'impresa abbia manifestato l'opzione per la relativa imposizione. 

News - 29/12/2017

Legge di Bilancio 2018, detrazioni casa

Con la terza e definitiva approvazione in Senato, la legge di Bilancio 2018 ha preso finalmente una forma definitiva. Così come tutte le detrazioni per la casa, dal bonus ristrutturazione al nuovissimo bonus verde.

 

Bonus ristrutturazioni 2018 - è stato prorogato fino al 31 dicembre 2018 il bonus fiscale del 50% per gli interventi di ristrutturazione delle abitazioni e delle parti comuni degli edifici condominiali.

Bonus mobili 2018 - Collegato ai lavori di ristrutturazione, viene prorogato il bonus per l'acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici. Per usufruire del bonus i lavori devono iniziare dopo il 1º gennaio.

Bonus verde finanziaria 2018 - Viene introdotto per il 2018 un bonus del 36% per gli interventi di sistemazione a verde delle aree scoperte private degli edifici esistenti,  unità immobiliari, pertinenze e recinzioni, fino a un massimo di spesa di 5mila euro per unità immobiliare.

Detrazioni ecobonus 2018 - viene prorogata la detrazione per gli interventi di efficientamento energetico degli edifici, ma cambiano le percentuali di sconto. Scende al 50% il bonus per l'acquisto e installazione di infissi, schermature solari e sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie biomassa e caldaie a condensazione di classe A. Rimane al 65% la detrazione per gli interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione  di efficienza pari alla classe A e contestuale all'installazione di sistemi di termoregolazione evoluti. Viene introdotta anche la detrazione del 65% per l'acquisto e installazione di micro-generatori in sostituzione di impianti esistenti.

Sismabonus 2018 - Viene prorogato il bonus per la messa in sicurezza antisismica delle parti comuni degli edifici condominiali, degli edifici residenziali e produttivi, che, quest'anno, viene esteso anche alle case popolari. Si parte da una riduzione del 50% che puo' arrivare fino all'85% per gli interventi sulle parti comuni degli edifici condominiali che non solo riducono il rischio sismico, ma anche riqualificano energeticamente.

Cessione credito bonus energia - Viene estesa la possibilità di cedere il credito per gli interventi di riqualificazione energetica anche per singole unità immobiliari.

Fondo nazionale per l'efficienza energetica - Viene inserita una sezione per il rilascio di garanzie su operazioni di finanziamento di interventi di riqualificazione energetica, con una dotazione di 50milioni di euro.

Detrazione polizze calamità - Diventano detraibili le assicurazioni contro il rischio di eventi calamitosi stipulati sulle singole abitazioni.

Fondo demolizione opere abusive - Viene istituito un fondo di 10 milioni (5 per il 2018 e 5 per il 2019) per la demolizione degli edifici abusivi. Viene inoltre istituita una banca dati centralizzata presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sull'abusivismo edilizio.

Riqualificazione dimore storiche - Vengono riattivati i contributi per gli interventi conservativi sulle dimore storiche private (10 milioni di euro per il 2019 e 20 milioni di euro a decorrere dal 2020)

Cedolare secca canone concordato 2018 - Prorogata anche per il prossimo biennio la cedolare secca al 10% per i contratti a canone concordato.

Detrazione canoni di locazione studenti fuori sede - Questa detrazione potrà essere richiesta anche nel caso in cui l'immobile sia situato nella stessa provincia di residenza. Nel caso in cui lo studente viva in una zona montana e disagiata, la detrazione potrà essere richiesta anche nel caso in cui la distanza tra luogo di residenza e di studi sia pari ad almeno 50 km.

News - 22/11/2017

Debuttano i bonifici istantanei, ecco come funzionano

Trasferimenti di denaro in massimo 10 secondi, 24 ore su 24 e sette giorni su sette. Al via il bonifico istantaneo, il nuovo strumento di pagamento che promette di farci dimenticare dei tempi bancari necessari fino a oggi per i bonifici ordinari. Vediamo come funziona, chi può utilizzarlo e quali limiti ci sono.

 

A partire dal 21 novembre i tempi bancari potrebbero diventare solo un ricordo o, almeno, sulla carta dovrebbe essere così. Sì, perché debutta il cosiddetto bonifico istantaneo, uno strumento che si candida a diventare a tutti gli effetti una valida alternativa all'utilizzo delle carte per chi fa acquisti online. Si potrà così evitare l'allungamento dei tempi, cosa che fino a oggi avveniva necessariamente perché spesso i venditori aspettavano che il bonifico venisse eseguito prima di inviare la merce.

Come funziona il nuovo sistema di pagamento

Il bonifico istantaneo rientra tra le forme di instant payments e consente di trasferire una somma di denaro in tempo reale, 24 ore su 24, sette giorni su sette. Se i titolari dei due conti (pagatore e beneficiario) operano in area Sepa, il trasferimento dell'importo avviene in soli 10 secondi, con una notifica immediata che conferma il buon esito della transazione, senza possibilità di revoca e con la disponibilità immediata del denaro sul conto del beneficiario. Esiste però un limite di 15.000 euro trasferibili in un'unica transazione, soglia che, con tutta probabilità, verrà aumentata in futuro.

Al momento è disponibile solo per i clienti di tre banche 

C'è però un altro limite a questo nuovo sistema di pagamento e riguarda gli istituti che lo hanno reso disponibile. Infatti per il momento il servizio in Italia viene offerto solo da tre banche: Banca Sella, Intesa San Paolo e UniCredit. Le informazioni disponibili non sono ancora del tutto esaustive, forse bisognerà aspettare ancora qualche giorno per avere ulteriori dettagli. Leggendo tra le condizioni di utilizzo, Intesa San Paolo ha reso disponibile il servizio solo in ricezione e, dunque, al momento non vengono segnalate spese aggiuntive rispetto a un bonifico ordinario Sepa. Nel caso di UniCredit, invece, il servizio viene reso disponibile da subito in entrata, mentre per eseguire un pagamento tramite bonifico istantaneo bisognerà aspettare il 22 febbraio 2018. Il costo di un bonifico in uscita è di 2,50 euro, contro i 2,25 euro richiesti per i bonifici ordinari Sepa. In entrambi i casi terremo monitorata l'attivazione del servizio e le eventuali commissioni applicate.

 

News - 30/10/2017Lavora con noiDa oggi sarà possibile effettuare comodissimi pagamenti a mezzo Bancomat presso le nostre filiali, il tutto grazie ad una nuova convenzione stretta con la Banca Popolare dell'Alto Adige. Ogni giorno lavoriamo per soddisfare sempre più le esigenze dei nostri clienti....

News - 04/09/2017

Le novità sul deposito del prezzo della compravendita e il
versamento delle imposte al notaio

La legge sulla Concorrenza (n.124/2017) ha predisposto il cosiddetto “deposito prezzo dal notaio” (legge n.124/2017 art. 1, co. 63 e ss.). Una norma secondo la quale, quando avviene la compravendita di un’abitazione, i soldi vanno al notaio fino al momento della trascrizione della vendita e, quindi, fino al definitivo passaggio di proprietà. Il meccanismo non è stato accolto con favore dalla Fiaip. Ma vediamo come funziona.

Secondo quanto stabilito dalla legge sulla Concorrenza, al momento dell’acquisto della casa, tutte le somme corrisposte dall’acquirente al venditore o a titolo di pagamento delle imposte devono confluire su un apposito conto del notaio destinato proprio a ricevere detti importi.

In particolare, la normativa stabilisce che:

  • il notaio deve avere un conto corrente dedicato sul quale far confluire il denaro ricevuto dai clienti per il pagamento delle imposte dovute per l’acquisto di casa o altri immobili; il notaio viene fatto divieto di lucrare sugli interessi che quel conto corrente nel frattempo produce; il notaio inoltre non può utilizzare tali importi per fini differenti se non per il versamento delle tasse;
  • sul predetto conto corrente devono affluire anche tutte le somme che il notaio sia incaricato di custodire;
  • se il notaio è debitore di qualcuno, i relativi creditori non possono pignorare i soldi depositati su tale conto corrente;
  • se il notaio muore tali soldi non vanno a finire ai suoi eredi;
  • se il notaio è sposato tali soldi non entrano nel regime di comunione dei beni con il coniuge;
  • il notaio non può rifiutarsi di custodire e tenere in deposito il saldo del prezzo che l’acquirente deve corrispondere al venditore fino a quando non sia eseguita la formalità della trascrizione della vendita immobiliare: è solo da questo momento, infatti, che il compratore acquisisce la definitiva certezza che l’acquisto si è perfezionato senza problemi e, quindi, che sul bene venduto non vi sono pesi come ipoteche giudiziali, sequestri, pignoramenti, domande giudiziali, ecc.;
  • le parti possono affidare al notaio il deposito delle somme necessarie a estinguere eventuali passività gravanti sul venditore; si pensi al tipico caso della vendita di una casa acquistata con un mutuo ancora in corso di ammortamento: l’acquirente versa l’intero corrispettivo dimodoché una parte di questo venga girato alla banca per l’estinzione del debito e la cancellazione dell’ipoteca.

La normativa ha effetto retroattivo, questo vuol dire che si applica anche ai compromessi stipulati prima del 29 agosto 2017, data di entrata in vigore della legge sulla Concorrenza.

News - 28/08/2016

Mercato immobiliare, cosa ci aspetta nel triennio 2016-2018

Il triennio 2016-2018 si presenta come un periodo di crescita delle transazioni favorito da una certa stabilità dei prezzi nei primi due anni e da una risalita dei valori a partire dal 2018. A dirlo è il rapporto di Yard, società di servizi e valutazioni immobiliari, con la collaborazione del Censis, che per le sue elaborazioni ha utilizzato il Rei, Real Estate Italia Idex.

Ciò che ci aspetta nel prossimo triennio è inanzitutto una normalizzazione e, necessaria modernizzazione, del real estate italiano, basate su un più avanzato rapporto tra domanda e offerta. Il consumo abitativo risponderà sempre più alle effettive esigenze dei diversi segmenti sociali.

Compravendite e prezzi seguiranno una tendenza che vedrà la crescita delle prime e una sostanziale stabilizzazione dei secondi, che torneranno ad aumentare solo nel 2018. In altri termini al "surriscaldamento" della domanda seguirà il "riscaldamento" dei valori, destinati poi a ritornare a seguire un trend cogruente con quello di lunga periodo. Si stima, infatti, che i prezzi possano segnare un nuovo massimo intorno al 2024 superiore a quanto raggiunto in precedenza.

 

Grafico

 Per quanto riguarda il comparto residenziale si assisterà a un aumento delle compravendite: +4,8% nel 2017 e +8,7% nel 2017  e +5,9% nel 2018. Per quanto riguarda i prezzi, continuerà la contrazione dei valori nel 2016 e nel 2017 di poco più del 2%, per tornare in campo positivo nel 2018 (+5,5%).

grafico2

Le elaborazioni effettuate attraverso l'applicazione del Rei, evidenziano una sostanziale differenza tra il comparto del nuovo e quello dell'usato. Per il residenziale usato assisteremo, infatti, a una sostanziale tenuta dei valori a fronte di una maggiore vivacità degli scambi nel 2016, con un incremento dei prezzi al 2018 e una contestuale successiva stabilizzazione delle compravendite. Per il nuovo, invece, ci sarà stabilità di transazioni e prezzi per il 2016, e una ripresa dei volumi scambiati e dei valori nel 2018.

Rapporto di previsione sul real estate italiano

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News - 08/07/2016

Ristrutturazioni agevolate - SOLO IN TRENTINO RISPARMI IL 50% RISTRUTTURANDO CASA -

 

E’ stata approvata la delibera provinciale che consente al privato di ristrutturare casa risparmiando il 50% (o il 65% nel caso di risparmio energetico) senza attendere lo sgravio fiscale che lo Stato riconosce in 10 annualità.

La proposta concertata dall'Associazione Artigiani e la Provincia di Trento  intende incentivare il privato cittadino nella ristrutturazione della propria abitazione, combinando il sostegno provinciale con il sostegno statale: in sostanza, la detrazione fiscale statale del 50 o 65%, che per norma è distribuita su 10 rate annuali, viene ora anticipata in un’unica soluzione sotto forma di mutuo, di cui la Provincia paga al cittadino gli interessi passivi.

Le domande per il contributo sugli interessi potranno essere presentate a partire dal 1° luglio fino al 30 novembre 2016.

Guida per accedere al contributo provinciale

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News - 09/06/2016

Nuova composizione del Consiglio Direttivo "FIMAA Trento", dei Revisori e dei Probiviri eletti in data 09/06/2016

Assemblea "FImaa Trento" del 09-06-2016 - Ugo Tomasi di Soluzione Casa s.n.c. presiede l'assemblea al fianco del presidente della federazione Severino Rigotti e della consigliera Saveria Lambiase. Nel corso dell'assemblea si sono svolte le votazioni del nuovo Consiglio direttivo, del collegio dei revisori dei conti e del collegio dei probiviri. Andrea Rizzi e Nicola Zanardo di Soluzione Casa s.n.c. vengono eletti membri del collegio dei probiviri.

 

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News - 01/01/2016

Cedolare secca 2016 aliquote Agenzia Entrate: calcolo quando conviene?

Cedolare secca 2016 aliquota 10 e 15% e su canone libero al 21, quando si paga acconto e saldo imposta sostitutiva su locazione e affitto, requisiti.

La cedolare secca è un regime agevolato che prevede l'applicazione di un'imposta sostitutiva al 10 dal 2014 al 2017, al 15% dal 2018 o 21% a canone libero a seconda dei casi sui redditi derivati da locazione e affitto immobili ad uso abitativo. Se il proprietario dell’immobile o l’affittuario, scelgono di avvalersi di tale regime, la tassazione per il proprietario non avviene più in base al reddito ma solo sul canone incassato mentre per l’affittuario si riducono i costi del canone mensile da pagare. L'opzione è sempre facoltativa e va comunicata nel momento della registrazione del contratto presso l'Agenzia delle Entrate, o in sede di proroga scadenza, e consiste nell’applicazione di un’aliquota sostitutiva, fissa e agevolata che di fatto sostituisce:

1) Irpef e le relative addizionali.

2) Imposta di registro contratto di locazione.

3) Imposta di bollo 16,00 euro.

Il risparmio si traduce con la Cedolare Secca 2016 al 10% per il canone concordato e al 21% se la casa è affittata a mercato libero, da versare in acconto e saldo.

 

Cedolare secca 2016 aliquota 10%:

Il Piano Casa ha introdotto una importante novità circa la cedolare secca aliquota 10% dal 2014, 2015, 2016 e 2017 per i proprietari di casa e che optano per il regime sostitutivo per le locazioni a privati.

Requisiti e condizioni: Tale possibilità, per gli anni dal 2014 al 2017 è concessa solo per contratti di locazioni non aziendali, di case ad uso abitativo a canone concordato, ubicati in uno dei comuni ad alta tensione abitativa o colpito da calamità naturali. La lista dei Comuni agevolati si trova in Elenco Comuni ad alta tensione abitativa individuati dal CIPE.

La possibilità di optare per un’imposta fissa del 10%, prevede la rinuncia da parte del proprietario di rinunciare all'aggiornamento ISTAT del canone, l'esenzione dal pagamento dell'imposta di registro, obbligatoria per i contratti a tassazione ordinaria, e dell'imposta bollo. 

Aliquota immobili non affittati o dati in locazione da cooperative ed Onlus per subaffitti a studenti che rinunciano all'aggiornamento dei canoni di locazione. Tale norma. è stata prevista dal decreto legge Piano casa approvato dal Governo Renzi.

Importante: Anche l’inquilino ha la possibilità di denunciare autonomamente un contratto non regolarmente registrato con divieto di sfratto fino alla fine del 2015.

 

Cedolare secca aliquota 15% o 21% canone concordato e libero:

 Per calcolare l’aliquota cedolare secca su contratti di locazione e affitti, si parte dal canone annuo di locazione e di affitto un’imposta fissa in sostituzione dell’Irpef e delle relative addizionali, nonché dell’imposta di registro e dell’imposta di bollo dovute sul contratto di locazione, come riassunto nella tabella sotto riportata:

IMPOSTA DOVUTA CON IL NUOVO REGIME 2016:

Per i contratti di locazione a canone libero: 21% del canone annuo stabilito dalle parti.

Per i contratti di locazione a canone concordato e relativi alle abitazioni che si trovano: nei Comuni ad alta tensione abitativa, contratto di locazione stipulato con privati, Onlus, cooperative, subaffitti studenti, Immobili non affittati: aliquota 10% sul canone annuo dal 2014 al 2017 e dal 2018 al 15%.

Resta l’obbligo di versare l’imposta di registro per la cessione del contratto di locazione mentr non si versano più:

  • Irpef Addizionale regionale Addizionale comunale
  • Imposta di registro (compresa quella sulla risoluzione e sulle proroghe del contratto di locazione)
  • Imposta di bollo (compresa quella, se dovuta, sulla risoluzione e sulle proroghe). 

Con l'approvazione del Piano Casa promosso dal Governo Renzi, è stata ammessa la riduzione aliquota cedolare secca 2016 per gli immobili non affittati che passa dal 15 al 10%. La durata dell'agevolazione è per il quadriennio 2014-2017, l’aliquota al 10% della cedolare secca, potrà essere usufruita anche dagli inquilini di abitazioni date in locazione a cooperative o a Onlus, se subaffittate a studenti con rinuncia all'aggiornamento del canone di locazione o assegnazione.

 

Aliquote cedolare secca come si calcola?

Al regime Cedolare Secca su locazioni e affitti possono aderire le sole persone fisiche titolari del diritto di proprietà o di altro diritto reale di godimento sulle unità immobiliari locate come usufrutto, uso, abitazione. Non possono aderire le società e gli enti non commerciali.

Come calcolare l'imposta dal 2016?

A seguito dell’aggiornamento sulla tassazione degli immobili con la riduzione al 10% dell’aliquota imposta sostitutiva cedolare secca sugli affitti con contratto di locazione a canone concordato, dovuta dalle persone fisiche che scelgono il regime agevolato, l’Agenzia delle Entrate ha provveduto a modificare l’Annuario del Contribuente.

Le modifiche apportate dall'Agenzia delle Entrate riguardano:

1) Riduzione aliquota cedolare secca per i contratti di locazione a canone concordato relativi alle abitazioni, ubicate nei Comuni ad alta tensione abitativa (individuati dal Cipe) e con carenze di disponibilità abitative che con il decreto Casa scende al 10% fino al 2017 per poi aumentare al 15% dal 2018 in poi.

2) Le nuove disposizioni in materia di Imu, introdotte dal decreto legge n. 102 del 31 agosto 2013, che ha previsto l’abolizione dell’IMU sulle abitazioni principali, fatta eccezione per le abitazioni classificate con categorie catastali A/1, A8 e A/9 a cui viene applicata la nuova IUC che comprende IMU, TASI tassa servizi indivisibili dei Comuni e TARI la tassa sui rifiuti urbani. Ora con la nuova legge di Stabilità 2016, è stata abolita anche la TASI sulla prima casa non di lusso anche per gli affittuari.

Un’altra novità riguarda l’equiparazione all’abitazione principale delle case di proprietà delle cooperative edilizie a proprietà indivisa, adibite dai soci assegnatari ad abitazione principale e delle relative pertinenze e per i fabbricati di civile abitazione destinati ad alloggi sociali, oltre all’esclusione dall’IMU per le abitazioni principali non concesse in locazione, dal personale in servizio permanente appartenente alle Forze armate e alle Forze di polizia ad ordinamento militare e da quello dipendente delle Forze di polizia ad ordinamento civile, nonché dal personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e da quello appartenente alla carriera prefettizia.

 

Requisiti immobili e comunicazione inquilino:

I requisiti che gli immobili devono avere per aderire al regime cedolare secca sugli affitti, sono:

Unità abitative di categoria catastale A1 a A11 (esclusa l’A10 - uffici o studi privati), affittate per uso abitativo.

Relative pertinenze box, garage ma solo se affittate insieme all’abitazione.

Come fare la comunicazione inquilino?

I proprietari degli immobili affittati ad uso abitativo che decidono di avvalersi del regime agevolato della cedolare secca hanno l’obbligo di comunicarlo preventivamente all’inquilino con lettera raccomandata.

Con la comunicazione il locatore rinuncia alla facoltà di chiedere l’aggiornamento del canone, anche se era previsto nel contratto, incluso quello per adeguamento Istat canoni di locazione.

 

Come fare per aderire all'opzione e come si paga?

Con il provvedimento del 10 gennaio 2014, l’Agenzia delle Entrate ha provveduto ad approvare il nuovo modello per la registrazione contratti di locazione. Tale modello, è obbligatorio a partire dal 31 marzo 2014, per cui il modello 69 e Siria, non sono più utilizzabili.

Per aderire all'opzione dell'imposta sostitutiva sulle locazioni, il contribuente deve compilare la sezione del modello rli 2015 che può essere presentato anche per via telematica utilizzando il software di compilazione dell'Agenzia delle Entrate.

Come si paga? Modello F24 e codice tributo:

L’imposta sostitutiva agevolata della cedolare secca deve essere versata entro lo stesso termine previsto per il versamento dell’Irpef mediante l’F24, modello unificato di pagamento Agenzia delle Entrate che prevede anche la possibilità di compensare l’imposta dovuta con eventuali crediti.

Per il versamento della cedolare secca, con F24, vanno utilizzati i seguenti codici tributo:

1840: Cedolare secca locazioni – Acconto prima rata

1841: Cedolare secca locazioni – Acconto seconda rata o unica soluzione

1842: Cedolare secca locazioni – Saldo

 

Scadenza primo acconto 2016 e saldo:

Il pagamento del primo acconto 2016 dell’imposta sostitutiva cedolare secca affitti, va versata se l’importo dell’imposta sostitutiva dovuta per l’anno precedente supera i 51,65 euro. In questo caso, l'acconto è da versare entro i seguenti termini:

  • Unica RATA: entro il 30 novembre se l’importo è inferiore a 257,52 euro
  • In 2 rate, se l’importo dovuto è superiore a 257,52 euro: primo acconto cedolare secca affitti pari al 40%: entro il 16 giugno e secondo acconto cedolare secca affitti pari al 60%, entro il 30 novembre.

In generale, l’acconto non è dovuto nel primo anno di esercizio dell’opzione per la cedolare secca, poiché manca la base imponibile di riferimento, cioè l’imposta sostitutiva dovuta per il periodo precedente. In tale periodo d’imposta il reddito derivante dall’immobile è stato infatti assoggettato a Irpef. Inoltre, l’acconto non è dovuto quando l’anno di prima applicazione della cedolare secca è anche il primo anno di possesso dell’immobile.
Il Saldo cedolare secca affitti 2016, va effettuato ento il 16 giugno dell’anno successivo a quello a cui si riferisce, o entro il 16 luglio, con la maggiorazione dello 0,40% tramite ravvedimento operoso. Per cui se il saldo riguarda l’anno 2015 dovrà essere versato entro il 16 giugno 2016, se invece il saldo si riferisce all’anno 2016 dovrà essere versato entro il 16 giugno 2017.

 

Durata del contratto e revoca opzione:

Il proprietario che sceglie di avvalersi del regime agevolato della cedolare secca è obbligato a estendere tale regime per l’intero periodo di durata del contratto (o della proroga) o, nei casi in cui l’opzione sia esercitata nelle annualità successive alla prima, per il residuo periodo di durata del contratto.

Il locatore ha comunque la facoltà di revocare l’opzione in ciascuna annualità contrattuale successiva a quella in cui è stata esercitata la stessa. La revoca deve essere effettuata entro il termine previsto per il pagamento dell’imposta di registro relativa all’annualità di riferimento e comporta il versamento della stessa imposta. E’ sempre possibile esercitare l’opzione nelle annualità successive, rientrando nel regime della cedolare secca.

  

Quali sono gli effetti sul reddito?

Il reddito assoggettato a “cedolare secca” concorre alla formazione del reddito complessivo ai fini della spettanza di deduzioni, detrazioni, benefici legati al possesso di requisiti reddituali per esempio:

  • per determinare la condizione di familiare fiscalmente a carico;
  • per calcolare le detrazioni per carichi di famiglia;
  • per calcolare detrazioni per canoni di locazioni;
  • per la determinazione dell’Isee.

  

Cedolare secca quando conviene? Vantaggi e svantaggi:

Vantaggi cedolare secca:

Nessuna imposta di registro all’atto di registrazione del contratto, neanche per le successive annualità

Nessuna marca da bollo da € 16,00 euro sui contratti

favorire l’emersione degli affitti irregolari

Svantaggi della Cedolare Secca

Aumenti Istat ed aumenti periodici: non potranno essere applicati sugli immobili dei proprietari che hanno optato per il regime agevolato della cedolare secca, considerando che attualmente i contratti prevedono un’aumento annuale del canone di affitto proporzionale all’inflazione, in base all’indice Istat. Inoltre sono anche vietati gli aumenti di contratto per tutta la durata del contratto sul quale viene pagata la cedolare secca;

Addizionali regionali e comunali: con la cedolare secca non si devono pagare le addizionali regionali e comunali, pertanto, più è alta l’addizionale e maggiore sarà il vantaggio della cedolare.

Adempimenti vari: pagamento online della cedolare secca

  

Sanzioni cedolare secca per chi non si paga l'imposta entro la scadenza:

Per la Cedolare secca si applicano le stesse sanzioni per omessa, tardiva, o falsa registrazione contratto di Locazione.

L’omessa registrazione del contratto di locazione e di affitto comporta l’applicazione di una sanzione amministrativa, come anche il parziale occultamento del corrispettivo e l’omesso o tardivo versamento dell’imposta di registro su annualità successive o dell’aliquota sostitutiva della cedolare secca.

Sanzioni cedolare secca:

Omessa registrazione del contratto: dal 120% al 240% dell’imposta dovuta 

Parziale occultamento del canone: dal 200% al 400% della maggiore imposta dovuta 

Tardivo versamento dell’imposta: 30% dell’imposta versata in ritardo

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